General Motors triplica l'utile trimestrale e archivia il quinto trimestre consecutivo in nero. Ma delude il mercato e il titolo arriva a perdere in Borsa il 3,5%, con gli investitori preoccupati per gli elevati incentivi concessi a sostegno delle vendite. ''Stiamo facendo progressi ma resta del lavoro da fare'' afferma l'amministratore delegato di Gm, Daniel Akerson. Rosee le prospettive anche per l'intero 2011, che mostrera' un ''miglioramento'' dell'utile operativo rispetto all'anno scorso. Le future performance di Gm, controllata per il 41% dal governo americano e canadese, dipenderanno da come e quando il Tesoro americano cedera' la propria partecipazione.

L'utile netto di Gm nel primo trimestre e' risultato pari a 3,2 miliardi di dollari a fronte degli 865 milioni di dollari del 2010, con ricavi in aumento del 15% a 36,2 miliardi di dollari. Il balzo e' dovuto ai guadagni dalla vendita delle quote in Delphi e Ally Financial, dalla quale ha ricavato 2 miliardi di dollari. Al netto degli interessi, delle tasse e di alcune partite contabili, gli utili sono risultati pari a 1,7 miliardi di dollari, il miglior risultato trimestrale da 12 anni. ''Gm ha un grande potenziale di crescita a livello globale con la ripresa continua. Siamo incoraggiati'' dai risultati ma ''riconosciamo che possiamo migliorare le spese e ottimizzare il nostro bilancio'', mette in evidenza il chief financial officer Daniel Amman, precisando che i prezzi dei carburanti a 4 dollari al gallone (circa 3,8 litri) stanno spingendo i consumatori a rivedere la taglia delle loro vetture, rivolgendosi verso suv piu' piccoli o auto piu' costose. Il Nord America e' stato il motore della crescita di Gm, con un utile netto di 2,9 miliardi di dollari. Le vendite negli Stati Uniti sono salite del 25% e del 10% in Cina. Gm Europe ha chiuso con una perdita operativa di 400 milioni di dollari e Amman stima che la disivione europea possa registrare il break even quest'anno.

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